Fatti non foste per viver seduti

02.01.2020

Siamo abituati a ritmi esagerati è vero, siamo sempre impegnati si, è l'era dove si corre e si fa fatica a trovare uno spazietto vuoto durante la giornata. Verissimo.

Si corre...ma...siamo sicuri che si corre davvero?

Lasciamo pure perdere la corsa perché sicuramente ci sono tante persone che praticano corsa o altri sport.

Prendiamo la giornata media di un lavoratore medio impiegato in un ufficio qualunque esso sia.
Concentriamoci su chi non ne fa molto di sport, come per i piu' accade, proprio perché nella giornata non c'è tempo che avanza per farlo. E chiediamoci: quanto tempo questo essere umano nobile ed evoluto passa seduto o sdraiato e quanto tempo invece passa in piedi durante la giornata a muovere il corpo per qualche motivo.

Voglio dire se è pur vero che siamo sempre impegnati, stracolmi di impegni e sommersi di input è pur vero che questi input e queste mansioni quotidiane passano nella maggior parte dei casi da una nostra azione che richiede di spostare un braccio, forse due, nella maggior parte dei casi muovere in maniera articolata le dita o solo farle scorrere su uno schermo. Il tutto nella maggior parte dei casi rigorosamente da posizione seduta.

Concentriamoci su un tempo di una giornata media di un lavoratore medio d'ufficio, per sollevare una semplice riflessione.

Ore 7.30 sveglia . In piedi 30 minuti

Ore 8.00 colazione. Seduti 15 min

Ore 8.15 in macchina. Seduti 15 min

Ore 8.30 Ufficio. Seduti 4,5 ore

Ore 13.00 Pranzo Seduti 30 min In piedi 30 minuti

Ore 14.00 ufficio. Seduti 4 ore

Ore 18.00 Macchina Seduti 30 min

Ore 18.30 Casa In piedi 2 ore

Ore 20.30 Cena Seduti 1 ora

Ore 21.30 Finalmente un po' di divano Seduti 2 ore

Ore 23.00 Letto Sdraiati 8,5 ore

Resoconto

Ore seduti: 21 su 24

Ore in piedi: 3 ore su 24

In un mese 90 ore in piedi e 630 seduti. In un anno 1.080 ore in piedi e 7.560 ore seduti.

Sapete quanto tempo passa un uomo seduto sul water in media nella vita? Ci passa 3 anni! Ma, voglio dire quello è un tempo giustificato, insomma farla in piedi non è il massimo della comodità, poi per carità magari c'è chi può apprezzare, però è fisiologico stare seduti e va bene così, è umano! Ma la riflessione che facevo è proprio questa: siamo sicuri che sia umano, ovvero valorizzante per un essere umano nobile ed evoluto passare 21 ore su 24 in posizione non eretta? Il corpo è un dono, è un qualcosa di assolutamente meraviglioso in grado di fare cose incredibili e i grandi atleti ce ne danno la prova. Il corpo è il tempio della nostra anima, è la nostra essenza, porta con sé tutta la nostra unicità, e cosa facciamo? in tanti casi, consapevoli o no di questo, lasciamo questi capolavori, questi miracoli indescrivibili, piazzati su una sedia per la maggior parte della giornata, tra l'altro a degradarsi lentamente, e gli permettiamo solo di muovere in maniera veloce le dita su una tastiera o davanti a un piatto o strisciarle su uno schermo di un telefono a spingere tasti di un telecomando. Per carità il cervello gira, si spera, almeno quello, ma il corpo, quello li che abbiamo cucito addosso alla nostra anima, proprio quello, è davvero questo il suo destino? C'è chi lo cura in maniera attenta, sopracciglia rifatte, unghie perfette, cerette di ogni tipo, abbronzatura smagliante. E per cosa? Per lasciarlo giacere su una sedia...

E se si meritasse qualcosa di più? Ci abbiamo mai pensato?

Un mio amico mi raccontava di una giornata meravigliosa trascorsa qualche domenica fa a vedere una partita di basket, un po' speciale, dove chi era in campo a giocare erano persone portatori di handicap, la maggior parte in carrozzina.

Beh la riflessione seguente forse salta un po' in testa da sola...

Da un lato chi dalla vita non ha avuto il dono di alzarsi, che lo ha costretto seduto, e lui in qualche modo non ci sta, si ostina fino a fare di tutto per dare nobiltà a un corpo che la merita per certo, a prescindere da quanto sia abile forte capace e sano. Non ci sta a tenerlo bloccato e vuole a tutti i costi dargli il giusto valore nonostante il destino avverso.

Dall'altro ci sono corpi sani, abili, prestanti senza nessuna menomazione bloccante, e stanno, semplicemente stanno come di inverno sugli alberi le foglie. Fermi su una sedia per la maggior parte della giornata usando il cervello ma penalizzando quella parte altrettanto meravigliosa che ci contraddistingue, che ha creato i miti tramite eroi e cavalieri, che ha permesso di sopravvivere in situazioni estreme, che ha scritto la storia che oggi ci portiamo addosso.

Allora alziamoci in piedi, ora in questo istante facciamo due salti e 30 flessioni, sentiamo il fiato corto, e poi respiriamo a fondo per un tempo lungo, concentriamoci sul nostro cuore che batte incessantemente senza stancarsi di noi. Per qualche minuto almeno facciamo sentire a questo nostro corpo quanto sia un dono prezioso, ringraziamolo, ricordiamoci che c'è e facciamogli sapere quanto gli vogliamo bene!

Ci accorgiamo di lui solo quando stiamo male, solo allora siamo attenti e concentrati. Ma come faremmo senza di lui? Quanto fa lui per noi senza chiederci nulla? Per qualche minuto ancora sentiamocelo addosso come il nostro vestito migliore, perché lo è, ed è unico, come lui non ce ne sono altri! Lasciamo indietro i giudizi che abbiamo su di lui, quella ruga che non mi piace, quei capelli mancanti, quel ginocchio difettoso, ci ha portato fin qui!! e ci permette ora in questo istante di essere vivi!! Questo è dono, e allora rendiamoci conto di quanto sia meraviglioso, lui è in grado di rigenerarsi in continuazione e di essere connesso con quanto di più profondo sia dentro di noi, col nostro emisfero emotivo, col quale lavora insieme, costantemente, senza che noi diamo alcun contributo consapevole e senza che ce ne accorgiamo nemmeno. Insieme lavorano e l'emisfero emotivo si serve di lui per parlarci dei nostri disagi, di cosa prenderci cura. Ci abbiamo mai pensato? Ce ne siamo mai accorti? Quanto siamo attenti a questi segnali? Quanto lo ascoltiamo, quando lo facciamo?

Diamogli spazio ora, e da ora, e diamogli amore, è quello che vuole ma soprattutto quello che merita.

L'uomo nel suo corpo, nella sua mente, nelle sue capacità è un miracolo indescrivibile, ma forse una cosa lo è ancora di più, ed è il fatto di entrare in una reale consapevolezza di questo miracolo che siamo. Consapevolezza fatta di in una totale ammirazione, contemplazione, gratitudine.